ritratti perduti

Il gran numero di scansioni preparatorie eseguite per i lavori di "tra sogno e inquieto", molte delle quali non utilizzate per le opere finite, ha permesso di condurre una approfondita indagine sulle capacità dello scanner come mezzo puramente fotografico; questi studi, indirizzati alla ricerca di modulazione dei chiaroscuri e alla del tutto particolare resa di alcuni elementi come i capelli, sono confluiti in due progetti distinti, accomunati però dalla resa grafica delle immagini.

Il primo di questi prende il titolo di ritratti perduti; la ricerca è condotta su un singolo “fotogramma”, e ha come obbiettivo principale i forti contrasti chiaroscurali  prodotti dalla lampada dello scanner, contemplando in alcuni casi l’utilizzo di sorgenti luminose aggiuntive e le capacità riflettenti di alcuni materiali (prevalentemente pannelli in masonite o in polipropilene). 

In alcuni di questi lavori sono anticipate le tematiche che daranno vita al progetto di “mostra-teatro” condotto dall’artista insieme alla sceneggiatrice e attrice teatrale Antonella Costanzo.

Alcuni dei pannelli elaborati per la serie sono stati presentati a corollario della data torinese della mostra “tra sogno e inquieto”.