remixed

Gli anni trascorsi all’istituto d’arte di Castellamonte, l’influenza dei lavori ad olio del padre e gli studi di architettura, lasciano in eredità all’autore un grande interesse per le interazioni del colore non solo con la superficie della carta, ma anche con scabrosità (prodotte ad esempio con l’utilizzo di garze) e tagli prodotti su di essa prima e durante la stesura dei cromatismi.

Nascono così negli anni successivi, utilizzando in particolare l’acquerello, una serie di lavori (sia figurativi che rivolti a forme di rappresentazione più astratta) che sono innanzitutto luogo di sperimentazione; in alcuni casi non completi, i risultati di questa ricerca sono i primi ad essere “incrociati” con l’utilizzo dello scanner, dapprima semplicemente per ottenere porzioni “in negativo” delle tavole da sovrapporre all’originale, in seguito come base per operazioni di vera e propria elaborazione digitale.

I pannelli prodotti sono raccolti nella serie remixed, titolo suggerito dall’analogia con quanto viene spesso effettuato con materiale musicale, la cui rielaborazione (remixaggio) finisce per costituire un “pezzo” nuovo ma comunque “erede genetico” dell’originale.

Stampati in composizioni che contano da 3 a 10 pannelli, i lavori sono stati presentati a Torino nel 2008, presso lo spazio espositivo del “Circolovizioso”; alcune delle originarie tavole ad acquerello prodotte, tra le quali alcuni nudi e uno studio i cui risultati sono in parte confluiti in seguito nel progetto denominato URBANAUREA, sono ancora in attesa di rielaborazione digitale.

alcuni pannelli della serie utilizzati per la decorazione del bancone del bar dell'Arcircolovizioso.