fuori serie

Questa galleria raccoglie i lavori che non sono pensati per essere parte di una serie precisa, ma sono nati ispirati a specifici temi e collaborazioni, o in riferimento a concorsi e premi. artistici. 

sotto l'armatura

scansione di olio su tela, cartone, chiodi e altri materiali  (9 pannelli di cm 21 x 29)

uno dei risultati della collaborazione, nell'ambito del progetto MOGO, con la pittrice Monica Ciravegna.

 

A sinistra l'opera completa (clicca per ingrandire). Sotto i particolari dei singoli pannelli.

il respiro del drago

scansione di colla per piastrelle, filo di rame e inchiostri

un altro risultato della collaborazione con Monica Ciravegna, autrice della base materica (colla per piastrelle su supporto ligneo).  I singoli pannelli, pur avendo origine da un singolo pezzo, non hanno una disposizione predefinita, lasciando così al fruitore la scelta della composizione e la scoperta della "direzione del respiro".

versione 1.0  (6 pannelli di cm 30 x 30) 

versione 1.1  (6 pannelli di cm 30 x 30) 

versione 2.0  (4 pannelli di cm 21 x 30) 

l'ultimo giro possibile

scansione di mani, volto e inchiostri su acqua  (25 pannelli di cm 21 x 29)

l'ultimo "gioco dell'oca", quello decisivo, il percorso che l'uomo deve intraprendere per superare il buio di oggi (nero, petrolio come emblema di negatività ambientale, come fonte di energia non più sostenibile, ma anche di danno per la civiltà, di pozzo in cui pochi rimestano il potere), "mettendoci le mani", pulendo, diminueno la pressione che il genere umano sta facendo sul mondo (e questo costa fatica e forza d'animo, sudore e sangue - inteso come forza vitale). Lo scopo, come in ogni gioco che si rispetti, è l'arrivo, il traguardo, il centro.  Qualcosa di pulito, nitido, bianco, ma vibrante di energia, il passaggio obbligato anche per una civiltà nuova, un uomo nuovo.  Ma occorre farlo ora questo passo: è il nostro "ultimo giro concesso". 

la città sulla pelle 

scansioni di volto e graffito su cartone 

(#01 - cm 52 x 100  /  #02 - cm 52 x 100  /  #03 - cm 100 x 100)

L'appartenenza a qualcosa, il riconoscimento del suo valore e la sottolineatura della sua importanza nella storia dell'individuo sono "segni" la cui rappresentazione è passata spesso (e passa) nelle varie culture attraverso l'utilizzo del corpo come superficie sulla quale esplicitare questi significati; il tatuaggio e le sue forme evolutive, come la "scarnificazione" (una serie di tagli, la cui guarigione viene "pilotata" per arrivare alle cicatrici che poi costituiscono il disegno), sono gli esempi più comuni di questo approccio.  Anche se la civiltà "moderna" ha in qualche modo abdicato a questo mondo rappresentativo (o più semplicemente ne ha perduto il reale significato), ho voluto virtualmente riappropriarmene, immaginando un popolo che manifesta la sua appartenenza a un luogo esibendo sul volto le tracce delle sue strade, delle sue piazze, del centro storico e pulsante che ancora oggi rende Torino una città affascinante, in parte nascosta, misteriosa, riservata.  Qualcosa che appartiene a una tribù.