epidermidi

Lo studio delle possibilità offerte dallo scanner è proseguito sottraendo la componente cromatica legata alle basi acquerellate, e concentrando l’attenzione esclusivamente sulla materia e sulle ombreggiature prodotte dal passaggio della macchina sulla superficie in scansione.  La base continua ad essere in prevalenza cartacea, anche se alle garze si aggiungono materiali plastici e tessili; l’immaginario figurativo di riferimento è da ricondursi in parte all’opera letteraria di H.P. Lovecraft, e in particolare al cosiddetto “ciclo di Cthulhu”. 

I "grandi antichi” e gli "dei esterni", protagonisti di questo ciclo letterario, sono entità che prescindono il tempo e lo spazio, e nella loro descrizione lo scrittore evoca creature gigantesche, veri e propri divoratori di mondi.  I lavori di epidermidi cercano le tracce fossili di queste creature, le forme impresse sul mondo dal loro passaggio; i pezzi, mai esposti, sono istantanee di piccole porzioni della loro pelle, che invitano l’osservatore a immaginare queste entità nella loro completezza e complessità.

[epidermidi #01]  "nyogtha"

6 pannelli / dimensioni complessive: cm 60 x 63