egoplasma

L'utilizzo di uno scanner con specifiche tecniche diverse da quelli utilizzati per i lavori di "tra sogno e inquieto" ha portato a ricercare un approccio visivo meno focalizzato sul particolare e più interessato alle proprietà "pittoriche" dei soggetti. L'occasione è la serie di autoritratti egoplasma, che arriva a completamento di un momento di vita molto particolare che, come a volte accade, coincide con una ritrovata chiarezza e serenità d'animo; gli egoplasmi sono una sorta di "memoria" della vita trascorsa, il fissare per immagini un confine superato. 

Il titolo scelto rimanda agli scatti di presunte fotografie di fantasmi, con l'intenzione di riproporne la suggestione e il senso di insondabile confine tra passato e presente che da esse traspare.